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Serie A 2013-2014

Stadio Napoli

29 settembre 2013
Napoli Club

IL SINDACO di Caserta: "Stadio del Napoli? Conosco la problematica, noi siamo pronti, ecco i dettagli"

empo poche ore ed è partito, un po’ a sorpresa, l’ultimatum del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis al Comune della città partenopea: o la concessione, subitanea, dello stadio “San Paolo” alla società azzurra o la costruzione di un nuovo stadio poco distante da Napoli, ma in un’altra provincia, a Caserta. «Mercoledì chiederò a De Magistris, sindaco di Napoli, di cedermi il “San Paolo”. Se riceverò un rifiuto, già nel pomeriggio farò l’accordo con il sindaco di Caserta e da gennaio comincerò a costruire il nuovo stadio azzurro», le parole perentorie di De Laurentiis, che non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Che parli dunque il primo cittadino di una delle città interessate, quello di Caserta, Pio Del Gaudio, intervenuto ai microfoni di calcionews24.com:

«Io conosco bene la problematica, perchè ne ho già parlato con De Laurentiis. Ora, non è che la segua minuto per minuto, ma conosco i problemi che ha con il Napoli, problemi che mi sono stati manifestati più volte da lui e dal direttore Formisano. Dico una cosa: io non sono qui a gufare auspicandomi che De Laurentiis litighi con De Magistris, ma l’ipotesi dello stadio “San Paolo” a Caserta ha sempre un suo fondamento. Fermo restando che lo stadio del Napoli dovrebbe essere a Napoli, nel momento in cui dovessero esserci dei problemi lì, è chiaro che Caserta si candiderebbe piuttosto che altre realtà della Campania o, addirittura, del Paese».

Lei ha più volte detto e ribadito che Caserta sarebbe dispostissima ad accogliere la costruzione dello stadio del Napoli. La domanda però è: la città è pronta ad un passo del genere?
«Caserta è pronta a qualsiasi iniziativa: qui non si parla di sport, qui si parla di investimenti. Oggi l’economia si fonda su servizi, turismo e quindi anche sport. Non è più l’epoca delle fabbriche nè delle grandi industrie. Io non faccio un ragionamento da sportivo, ma faccio un ragionamento da manager che deve creare ricchezza nella propria città. Uno stadio moderno come può essere quello del Napoli o della Juventus la creerebbe. Un’operazione del genere costerebbe zero alla collettività, ma potrebbe portare ricchezza e posti di lavoro: il nostro è un ragionamento puramente economico nel quale il Comune non tirerebbe fuori nemmeno un centesimo».

Ci sono già dei siti a disposizione del Napoli per la costruzione dello stadio? De Laurentiis le ha chiesto qualcosa in proposito? Insomma, detto in parole povere: c’è posto?
«Stiamo individuando delle aree che sono di proprietà di privati, ma c’è la disponibilità a un dialogo fruttuoso. Ovvio che una pre-condizione è che si tuteli anche la squadra di Caserta, che è in Lega Pro, affinchè si apra un discorso con il Napoli: questo è un ragionamento sportivo. La mia idea che valuteremo in che forma proporre al presidente è quella di costruire una cittadella dello sport in cui, oltre allo stadio, ci possa essere anche il palazzetto dello sport per il basket. Perchè non dimentichiamo che Caserta ha una gloriosissima squadra di basket che gioca nelle vicinanze (Castel Morrone, ndr): portandola a Caserta, avremo un 30% in più degli incassi».

De Laurentiis le ha anche spiegato di che genere di stadio si tratterebbe (numero di posti, eventuali infrastrutture aggiuntive, come centri commerciali o sale conferenze)?
«Lui vorrebbe uno stadio moderno da circa 50mila posti, ma questa è una domanda che poi dovremmo fare a lui».

E dal punto di vista della viabilità? Ritiene Caserta pronta a proporsi per un progetto così maestoso? Napoli non è lontana, certo è che ci sarebbero da mettere in conto gli spostamenti di tutti i tifosi azzurri dalla città partenopea (e dintorni) almeno una settimana sì ed una no, coppe escluse ovviamente.
«Noi abbiamo un’autostrada (alle spalle del Policlinico, ndr) che è ben collegata. Abbiamo comunque iniziato già dei lavori sulle infrastrutture, in questi mesi non siamo stati fermi, ma abbiamo lavorato, certo non in ottica stadio, ma per sviluppare un’area che per noi è fondamentale, perchè è quella che collega Caserta a Maddaloni».

Parlando di vile denaro: De Laurentiis ci sembra disposto a pagare tutto, è davvero così? La situazione economica di Caserta non è tra le più floride, diciamo così.
«E’ una cosa che abbiamo già programmato, ovvero infrastrutture intorno a quell’area, che è un’area di grande sviluppo (nei pressi del Macrico casertano e della cosiddetta 187, ndr) ed è probabilmente più raggiungibile quella che la città stessa di Napoli. Ci siamo candidati come capitale europea della cultura, da quel momento abbiamo raccolto il sostegno di altri Paesi e di altre città, come Pompei: siamo la città della Reggia, è giusto ragionare in grande, quindi qualsiasi proposta ci arrivi per quanto nobile e significativa come quella del Napoli, deve tenere conto di queste grosse ambizioni che ha la città. Il Napoli dovrà essere un elemento di sviluppo economico del territorio, perchè poi è quello l’obiettivo fondamentale. In questo caso io faccio l’imprenditore della mia città, ma dal punto di vista sportivo il presupposto è una collaborazione con Casertana e Juvecaserta».

Sembra strano a dirsi, ma la costruzione di uno stadio del Napoli a Caserta è anche un fatto in qualche modo culturale. Una buona parte dei tifosi azzurri, impossibile da biasimare, ritiene che lo stadio della squadra della loro città debba essere nella loro città, appunto. A questi tifosi cosa vorrebbe dire? Ed invertendo la domanda: leggendo in rete i vari commenti direi che c’è una spaccatura evidente tra la cittadinanza casertana, ma in linea di massima diciamo che sportivamente parlando (e non solo) non tutti i casertani sono “pro-Napoli”. Problemi?
«Devo dire una cosa: i tifosi napoletani hanno ragione, così come anche i tifosi casertani hanno ragione, ma io non posso ragionare da tifoso, il mio è un ragionamento prettamente economico: qualsiasi cosa porti ricchezza, occupazione e sviluppo nella mia città, nel rispetto delle leggi, io ho il dovere di farla, sarei un criminale se non la facessi. Questa è un’opportunità economica importante e non posso ragionare da tifoso, anche perchè se De Laurentiis non portasse ricchezza qui, lo farebbe da un’altra parte. Scontri tra tifosi e problemi di ordine pubblico? Oggi il calcio è uno spettacolo, allo stadio va la gente per bene, i tifosi napoletani e casertani sono persone per bene».

Ma secondo lei, come mai De Laurentiis tra tante città della Campania, ha scelto proprio la sua? Glielo ha confidato?
«Forse perchè gli sta simpatico il sindaco (ride, ndr)»

Ultima domanda: si dice che le abbia la speranza nascosta (nemmeno tanto) che De Laurentiis prenda a cuore le sorti della squadra della città, la Casertana, che attualmente milita in Lega Pro, un po’ come fatto da Lotito, presidente della Lazio, con la Salernitana: è vero? Ci sarebbe anche un problema regolamentare però (il patron di una squadra professionistica per regolamento non può detenerne un’altra).
«Sì, assolutamente spero in quello, questo è un ragionamento proprio del calcio moderno. Il problema regolamentare? Tutto si supera».

 

Da zero a dieci

29 settembre 2013
Napoli Club

Da Zero a Dieci: il nuovo acquisto in mediana, le vedove di Cavani, il genio dell'est e la lezione di Benitez

 

Serviva una vittoria ed il Napoli non tradisce. Genoa-Napoli, semplicemente... Da Zero a Dieci.

Zero a chi ancora rimpiange Edinson Cavani ed i suoi gol in Francia (non certo il campionato più competitivo della galassia). Il Napoli ha ceduto un calciatore ormai interessato più al dio denaro e guarda al futuro con il volto sorridente di chi praticamente non ha sbagliato una scelta. Voltate pagina.

Uno come la prima presenza in campionato di Zapata. E' chiaramente emozionato questo ragazzo con il fisico statuario ed una maglia numero 91 del Napoli che pesa sulle spalle. Buoni alcuni suoi movimenti, resta da capire quando sarà al top atleticamente. 

Due giorni e poi sarà Arsenal. Dopo l'esordio meraviglioso con il Borussia Dortmund, la curiosità per l'approccio in trasferta del nuovo Napoli su un campo così importante è enorme. E' già iniziato in lungo conto alla rovescia. Che attesa...

Tre o forse più le ripartenze sciupate dagli azzurri per chiudere in maniera definitiva il match nella ripresa che hanno mandato su tutte le furie Rafa. Questione di mentalità vincente. Questione di dettagli che in una lunga corsa possono fare la differenza. 

Quattro i Callejon in campo. Uno attacca sull'esterno, l'altro rientra sulla corsia, l'altro sostiene il centrocampo e l'ultimo taglia il campo in diagonale per aprire spazi. Impressionante lo spagnolo, più utile di un bottiglietta d'acqua trovata in pieno deserto. Sempre la cosa giusta. Sempre la cosa utile. Senza disdegnare l'estetica. Cosa volere di più?.

Cinque mesi che sembrano appartenere ad un'altra epoca. Nell'ultimo periodo "mazzarriano" Gokhan Inler era semplicemente un peso. Un investimento finito a riscaldare la panchina per l'espolosione di Dzemaili in zona gol. Adesso la storia è cambiata. Benitez gli ha consegnato le chiavi del suo centrocampo e lo svizzero sembra gradire, e non poco, questa fiducia. Mai una sbavatura, lanci millimetrici ed una autorevolezza che mai avevamo visto in azzurro. Il vero nuovo acquisto in mediana è proprio Gokhan.

Sei minuti del secondo tempo. Tanto bisogna attendere per vedere il primo attacco pericoloso del Genoa. Già questo racconta del divario tra le due compagini. 

Sette i cambi rispetto alla brutta gara con il Sassuolo. Oltre le polemiche, le chiacchiere da bar e le strambe filosofie postume, Rafa Benitez sceglie la strada della coerenza. In molti dovrebbero imparare dallo spagnolo.

Otto all'invenzione di Kucka che spiana la strada al vantaggio di Pandev. Negli anni scorsi il centrocampista del Genoa era stato vicino all'approddo all'azzurro, ma evidentemente nessuno gli ha comunicato che quelle trattative non sono andate in porto. Sindrome da Napoli.

Nove alle immagini sempre meravigliose dei tifosi napoletani e genoani mescolati tra i settori di Marassi. Niente cori razzisti, nessuna stupida provocazione. Solo la voglia di esprimere insieme la passione per un pallone che rotola. Uno spettacolo sempre piacevole per il cuore. 

Dieci a quel piccolo diavolo di Goran Pandev. Lo ripetiamo da sempre: un giorno è il genio che può esaudire ogni tuo desiderio, l'altro è una piaga che potrebbe devastare l'Egitto. A Marassi è nella sua versione migliore e sfodera tutto il repertorio: danza tribale a stordire l'ex Gamberini e sinistro all'angolino nella prima rete, destro chirurgico in diagonale per chiudere i giochi. In realta, quando lo vedi così, l'unico desiderio che ti verrebbe da esprimere è: "Goran, ma perchè non puoi essere sempre questo?". Bella domanda.

 

VIDEO – Striscione degli ultras rossoneri: “La chiusura del settore non cancella

28 settembre 2013
Napoli Club

Genoa-Napoli 0-2

28 settembre 2013
Napoli Club
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Gli azzurri fanno tutto nella prima frazione approfittando di un Genoa molle. Ottime le prove di Pandev e Insigne. Higuain entra solo nel finale. Reazione ‘Grifo’ ma niente goal.

Genoa allo sbando per un tempo, più volenteroso ma troppo confuso ed affannato nell’altro.

Lo 0-2 porta una sola firma, quella di Pandev a rete al 14′ e 24′, ma esalta la qualità complessiva dell’organico partenopeo. I rossoblù reclamano un rigore non concesso a Gilardino.

FORMAZIONI - Il 3-5-2 di Liverani prevede Perin tra i pali; i difensori Gamberini, Portanova e De Maio; Vrsaljko, Biondini, Matuzalem, Kucka e Antonini a centrocampo; Calaiò e Gilardino terminali offensivi. Dall’altra parte Benitez ricorre al turn-over lasciando in panchina Hamsik e Higuain per schierare un 4-4-1-1 che, oltre al portiere Reina, include Mesto, Albiol, Britos e Zuniga a comporre la linea arretrata; Inler e Behrami, Callejon e Insigne in mediana mentre davanti si sistemano Pandev pochi metri alle spalle di Zapata punta avanzata.

PRIMO TEMPO - Nessuna pausa ed ospiti più aggressivi e veloci a cui bastano 24′ per ottenere il doppio vantaggio con una doppietta di Pandev: prima sfruttando centralmente uno sciagurato retropassaggio di Kucka, poi beffando in diagonale destro una difesa disorientata. La reazione genoana, macchinosa e prevedibile, è frenata dalla massiccia pressione ospite che fa delle ripartenza la propria arma letale. Prima del riposo Liverani inserisce Stoian per Gamberini, l’effetto è solo un innocuo colpo di testa di Gilardino su azione d’angolo.

SECONDO TEMPO - Santana e Cannavaro, al posto di Antonini e Albiol, sono le novità. E’ però Callejon a ingolosirsi per primo impegnando Perin su punizione e poi graziandolo da due passi. Dal canto loro i Grifoni, sostenuti dal proprio pubblico, danno fondo al proprio orgoglio per tentare di restare in partita. Benitez inserisce Higuain per Zapata, Liverani Fetfatzidis per Matuzalem. Gilardino, in mezzo all’area, avrebbe la chance buona ma il suo colpo di testa finisce a lato. Il Genoa ora si gioca tutte le proprie carte, s’infuria con l’arbitro Damato che prima nega un rigore a Gilardino e poi lo ferma per un offside inesistente. Nel frattempo il Napoli controlla senza mai perdere la calma. Reina il primo vero intervento della gara lo effettua al 78′: respinta di pugno si botta da lontano di Fetfatzidis. Poco dopo Calaiò, da distanza ravvicinata, manda a lato.

CHIAVE - La sfrenata voglia di vittoria del Napoli mette alle corde un Genoa dai limiti strutturali troppo evidenti. Emblematici gli errori che propiziano la doppietta di Pandev e l’incapacità rossoblù di arrivare seriamente dalle parti di Reina.

MOVIOLA - Potrebbe essere comodo il pomeriggio del pugliese Damato, invece nella ripresa lascia molti dubbi non decretando un penalty a favore di Gilardino atterrato in area da Britos e fischiando un fuorigioco inesistente sempre allo stesso attaccante pronto a battere a rete mentre Cannavaro lo stende platealmente nei sedici metri.

 

 

13 ^ giornata

 
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