prossimo incontro

sabato
 
24 novembre 2013
ore 20,30
 
Napoli Stadio San Paolo

classifica

 
Roma 32
Juventus 31
Napoli 28
Inter 25
Fiorentina 24
Verona 22
Genoa 17
Lazio 16
Atalanta 16
Milan 13
Parma 13
Udinese 13
Cagliari 13
Torino 12
Livorno 12
Bologna 10
Sassuolo 10
Sampdoria 9
Catania 9
Chievo 6

Serie A 2013-2014

Lavezzi, Gargano e Cavani?

23 agosto 2012
Napoli Club

Lavezzi, Gargano e… Cavani? Napoli dove stai andando?

Il punto sul mercato azzurro a nove giorni dalla chiusura


Ci siamo. Pochi giorni e sarà campionato. Qualche giorno in più e anche il mercato chiuderà i battenti, chiamando tutti a tirare le somme di quanto fatto, investito o incassato. Giudice ultimo sarà il campo.
Che le strategie di mercato del Napoli quest’anno sarebbero state di tipo conservativo nessun grosso investimento ma acquisti mirati e rilancio dei giovani calciatori già in rosa. Una strategia che nell’ottica di una sana gestione societaria è
condivisibile e che – come nel caso di Behrami – ha garantito a Mazzarri calciatori utili anche per variare il tema tattico della squadra, ma quanto si sta profilando all’orizzonte farebbe bene a mettere in guardia i tifosi azzurri. Il prossimo campionato – in conseguenza delle difficoltà di mercato di Milan e Inter e in vista dell’impegno Champions della Juve – vede un appiattimento dei valori tecnici che apre ad ogni possibile conclusione. Le cinque big partono, al momento, tutte sullo stesso piano e tutte potrebbero piazzarsi tra il primo ed il quinto posto. Inutile sottolineare come tra la conquista dello scudetto e i preliminari di Europa League c’è un abisso di prestigio, oltre che un fiume di soldi di differenza. L’atteggiamento attendista del Napoli, giorno dopo giorno si trasforma in ritardo e rischia di lasciare una rosa non adeguata a cogliere quelle possibilità di vittoria che il prossimo campionato lascia intravedere. Analizziamo come il Napoli si è attrezzato per la nuova stagione:

 

DIFESA - Il reparto difensivo era di certo quello maggiormente bisognoso d’intervento e, ad oggi, possiamo dire che l’innesto del solo Gamberini porta un po’ d’esperienza ma non fa fare di certo alcun salto di qualità. La conferma in blocco dei difensori che hanno portato il Napoli fino alla Champions League è un segnale di continuità forte sul piano umano e degli equilibri nello spogliatoio ma risulta limitante sul piano tecnico. Il nuovo schieramento tattico garantisce una maggiore copertura della difesa da parte dei centrocampisti ma da solo potrebbe non bastare a colmare quei limiti tecnici dei difensori che lo scorso campionato ha evidenziato in maniera vistosa, lasciando per strada la qualificazione Champions e il passaggio del turno nella doppia sfida al Chelsea. Se al centro si può pensare di affidarsi con una certa fiducia alla
coppia Cannavaro/Fernandez, non lo stesso si può dire della coppia titolare-riserva di destra Campagnaro/Gamberini (adattato a destra ma centrale, nda), né di quella di sinistra con Britos/Aronica. Si poteva e si doveva operare diversamente acquisendo un marcatore di destra di primo livello e uno mancino di prospettiva per garantire una valida alternativa a Britos. In realtà si potrebbe ancora, il mercato è aperto per altri dieci giorni ma al momento non raccogliamo alcuna voce su trattative del Napoli per un difensore.

 

CENTROCAMPO – La mediana è la zona del campo in cui il Napoli presenterà le maggiori novità, adottando definitivamente il nuovo modulo con l’arretramento di Hamsik e la maggiora copertura assicurata a Inler dallo schieramento a 3 centrali. A completare il centrocampo uno tra Dzemaili e Behrami. I frutti di questa nuova soluzione tattica si sono intravisti in questo precampionato e lasciano ben sperare per la prossima stagione.
Due i dubbi non ancora sciolti. Incassato in modo fragoroso il rifiuto di Balzaretti, rimangono ancora incomplete le fascie laterali con solo 3 esterni; non è rimandabile l’acquisto di un quarto, magari capace di giocare su entrambe i lati del campo.

La trattativa sfumata per Balzaretti (31) e quella in piedi in questi giorni per Mesto (30), sembrano chiarire che Mazzarri ha richiesto un calciatore di esperienza. Dossena (31 tra un mese) e Maggio (30) non sono più così giovani e puntare su di un calciatore under 30 sarebbe a mio parere consigliabile in prospettiva futura ed eviterebbe nei prossimi anni di ritrovarsi con calciatori avanti con l’età e difficilmente vendibili.

Capitolo Gargano: l’uruguaiano con il nuovo schieramento non era più il perno indispensabile della mediana azzurra e per carattere mal si adattava al ruolo di riserva. Ormai la cessione all’Inter è cosa fatta; hanno favorito la conclusione dell’operazione i buoni rapporti tra Moratti e De Laurentiis. Se convenga o meno privarsi di Gargano è oggetto di un dibattito apertissimo (io sono favorevole alla sua cessione se rimpiazzata dall’acquisto di un giocatore che al dinamismo abbini capacità d’impostazione del gioco, nda), darlo all’Inter
rinforzerebbe una diretta concorrente degli azzurri ma – come insegnano gli scambi tra grandi club – sono altre le logiche che guidano certe trattative.

Tra le valutazioni che hanno portato Gargano ad accettare il trasferimento all’Inter, oltre quelle strettamente tattiche, una certa valenza avrà avuto anche quella relativa all’ingaggio. La società nerazzurra garantirà al Mota uno stipendio da 1,7 milioni all’anno, centomila euro in più di quanto i suoi procuratori avevano richiesto al Napoli.

Il problema maggiore in caso di cessione del nazionale uruguaiano è rimpiazzarlo adeguatamente. La scadenza imminente del mercato rende difficile imbastire trattative per calciatori di valore e rischia di alzare notevolmente i prezzi. Il Napoli deve sciogliere rapidamente le riserve e operare di conseguenza.

 

ATTACCO – È proprio il reparto avanzato quello che più fa sognare e temere i tifosi azzurri. Archiviata con meno rimpianti del previsto la cessione di Lavezzi, l’attacco del Napoli sembra rivitalizzato dall’esplosione di Insigne e dalla ritrovata regolarità di Goran Pandev, attaccante da considerarsi senza dubbio di primissimo livello e che dalla cessione di Lavezzi trarrà l’ulteriore giovamento di un impiego più costante. Insigne e Pandev fanno sognare i tifosi, le voci su Cavani alimentano le ansie più scure. Se la cessione di Lavezzi è stata è percepita come un’occasione economicamente vantaggiosa e tecnicamente rimpiazzabile, quella di Cavani apparirebbe come il tradimento di tutti i progetti di grandezza della società di De Laurentiis. La distanza che al momento separa il calciatore e la società è sulla richiesta d’aumento d’ingaggio. L’entourage del calciatore chiede un aumento di due milioni, fino ad arrivare a un ingaggio di 5 milioni all’anno, a fronte dei tre scarsi che Cavani guadagna attualmente. La società pare orientarsi verso l’aumento di un milione; adeguamento che potrebbe essere accettato dal calciatore con la promessa di una cessione nella prossima stagione, proprio come accaduto per Lavezzi.

È inutile usare giri di parole, perdere un calciatore dalle qualità eccelse, e dalle caratteristiche rarissime, nel pieno della sua maturazione sarebbe un errore imperdonabile. La valutazione dei bilanci, anche in prospettiva futura, spetta alla società, ma che il Napoli non possa trattenere uno degli attaccanti più forti d’Europa per una questione d’ingaggio dopo i trenta milioni incassati per Lavezzi rappresenta una circostanza non realistica e apre ad una riflessione. Il Napoli ha adottato una politica di contenimento del monte ingaggi che è una scelta da apprezzare ma, nelle dimensioni attuali, non è più in linea con il valore della squadra (secondo gli ultimi dati disponibili, lo scorso anno il Napoli vantava il sesto monte ingaggi della serie a con 41,2 milioni di euro, a fronte dei 160 del Milan, ma meno anche dei 76 milioni della Roma e dei 50,2 della Lazio, nda). Se la Roma può permettersi di pagare sei milioni a De Rossi, più di cinque a Totti e tre a Borriello, il Napoli non può non garantire a Cavani i cinque milioni richiesti. Ammesso che le prestazioni, i goal e l’età di un calciatore valgano ancora a determinarne il valore di mercato. La società gode della mia piena stima ma deve capire di essere arrivata ad un bivio in cui scegliere la direzione da prendere, progettare in grande o ridimensionarsi sul modello Udinese, valorizzando calciatori e incassando plus valenze; è impossibile rallentare, bisogna scegliere.

L’agente di Cavani, Pierpaolo Triulzi, ieri era a Castelvolturno; nei prossimi giorni dovrebbe recarsi a Roma per il tanto atteso incontro con il presidente De Laurentiis Scovare talenti che riescano ad esplodere in un calcio ostico come quello italiano è sempre più difficile, le difficoltà di Vargas nel rimpiazzare Lavezzi ne sono una prova. Bene farebbe chi ha la fortuna di avere in squadra uno dei pochi fuoriclasse rimasti nel nostro campionato a tenerselo stretto, soprattutto se può vantare bilanci in forte attivo, progetti di crescita e un entusiasmo dei tifosi non reperibile altrove.

Nel pieno rispetto delle sue prerogative - e dei suoi investimenti – di presidente e proprietario della squadra, mi auguro che De Laurentiis torni ad essere il presidente ambizioso che ha saputo ridare orgoglio e prestigio alla maglia azzurra.

 

AUGURI NAPOLI

1 agosto 2012
Napoli Club
1 agosto 1926, auguri Napoli Il 1 agosto è una data da ricordare per i tifosi del Napoli. Nella stessa data del 1926 nasceva, infatti, l' Associazione Calcio Napoli dall' assemblea dei soci dell' Internaples. Giorgio Ascarelli fu il primo presidente della storia del club che più tardi diventerà Società Sportiva Calcio Napoli. In 84 anni di storia due Scudetti, quattro Coppe Italia e una Coppa Uefa.

Tanti piazzamenti, tanti campioni da Sallustro a Sivori, da Savoldi a Krol, da Maradona a Zoff, da Careca a Cannavaro. Il resto è storia recente con il fallimento del 2004 e la rinascita della S.S.C. Napoli grazie ad Aurelio De Laurentiis. Formalmente non è più quel Napoli, è una nuova Società, il cui vecchio nome è stato acquistato dall'attuale proprietà. Tuttavia, per i tifosi, per l'ambiente azzurro, resta sempre il Napoli, con la sua storia, le vittorie, le delusioni. Auguri Napoli!
 

Pandev

22 luglio 2012
Napoli Club

Pandev è sicuro: “Saremo protagonisti in campionato. Mi piacerebbe vincere l’Europa League”

pandev_corsa
Notizie calcio - 22/lug/2012 9.32

Pandev, fortissimamente Pandev: sette milioni di euro (e di buoni motivi) sventagliati sul tavolo, prima che l’estate divenisse rovente e i tenori si trasformassero in rarità. Pandev, fortissimamente Pandev: l’usato (più) sicuro del mercato è in realtà un top player (ri)fatto in casa, l’argenteria che casa Napoli ha deciso di lustrare per sé e per i suoi obiettivi.

Riecco Pandev e sembra un altro.
«Sono quello della passata stagione, con dentro l’entusiasmo scatenato dalla fiducia assoluta dell’ambiente: io ho voluto il Napoli, ma qui mi hanno voluto tutti, presidente, allenatore, direttore sportivo, tifosi. E la mia è stata una scelta di vita».

Cosa l’ha spinta a restare?
«La validità del progetto. Il futuro è del Napoli. Mai visto un pubblico così partecipe. Io qua mi sono trovato benissimo, sono felice come uomo e come calciatore».

Le tocca «subentrare» a Lavezzi.
«Ma io e il Pocho siamo completamente diversi. Lui qui ha fatto bene, poi ha scelto di cambiare e gli auguro le migliori fortune. Io ora spero di poter mostrare le mie qualità».

Nuovo modulo.
«Per gli altri, non per me, che con la Lazio di Delio Rossi ho già giocato in modo assai simile, stando alle spalle di Rocchi».

Piccoli eredi crescono.
«Insigne e Vargas sono bravissimi e sono potenzialmente in grado di dare una mano a Cavani, partendo da dietro. Lorenzo può crescere con il lavoro di Mazzarri e il nostro aiuto: ma va lasciato in pace. E a Vargas per ora sta mancando soltanto il gol».

Si dice nel basket: doppia-doppia.
«Mi basterebbero anche dieci gol e qualche assist in meno».

La chiamano il titolarissimo .
«E’ un’etichetta nuova, insolita. All’Inter e alla Lazio non esistevano gerarchie del genere, bisognava sudarsi il posto. E il principio vale anche qui».

Il Bayern le piace e gli ha rifatto gol.
«Una bella iniezione di fiducia. E fa niente se loro avevamo tanti titolari in vacanza. Ma noi eravamo reduci da un allenamento mattutino e siamo in piena fase di preparazione. Si corre tanto, era da tre anni che non faticavo così. Ma vincere fa bene. Io non credevo che riuscissimo a rendere in quel modo, ci siamo difesi e siamo ripartiti. Questa è la nostra formula e sapremo essere anche più determinati sugli esterni».

Le finali si vincono, non si giocano.
«Vale per noi e anche per la Juventus. Si parte alla pari, stavolta. Però l’ultima sfida l’abbiamo vinta noi».

La molla è stata quella per dire sì a De Laurentiis.
«La Coppa Italia m’ha fatto scoprire una Napoli che non conoscevo, era come se avessimo conquistato la Champions. Perciò mi chiedo: cosa sarà vincere ancora qua?».

L’uomo del “triplete” cosa chiede?
«Ho tre anni di contratto e tanta fame. Per cominciare, mi manca l’Europa League, e mi piacerebbe parecchio. Poi ho il desiderio di rivivere l’esperienza dell’Olimpico e quel clima: la gente è impazzita, io con loro. Ho tre anni di contratto, il tempo non mi manca, ma meglio partire con il piedi giusto».

Chi è favorito per il campionato?
«La Juventus mi sembra un pochino avanti, perché sta facendo pure un grosso mercato. Milan e Inter vanno tenute sempre nel lotto. Io mi accontento di migliorare la classifica dell’anno scorso. Ma sia chiaro che daremo tutto».

Che Napoli è allora?
«Siamo forti e lo sappiamo e poi sono arrivati Behrami e Gamberini, che si riveleranno fondamentali nel corso di un’annata in cui ci saranno tante partite. Preferiamo non avvertire pressione addosso, scendiamo in campo con ambizioni vere, ma lasciamo i riflettori puntati sugli altri».

Terzo Millennio: tra Pandev, Hamsik e Cavani c’è una bandiera?
«Per me le bandiere non esistono. Però Marek sta qui ormai da cinque anni, è un uomo appagato e ha anche rinnovato».

E’ arrivato nell’agosto del 2011: un anno dopo, cosa ha capito?
«Di essere amato dalla gente. A me non è mai successo di ricevere tanto».

 

Fonte: Corriere dello Sport

Behrami parla già da ex

13 luglio 2012
Napoli Club

Behrami parla già da ex: "A Firenze ho ricevuto grande affetto. Non sono un mercenario..."


Un grande giocatore sta per lasciare Firenze. Valon Behrami, dopo aver indossato per un anno e mezzo la maglia viola, è in procinto di salutare i tifosi gigliati per trasferirsi a Napoli, città dove lo dovrebbe seguire anche il compagno di squadra Gamberini. Valon, nella sua immensa disponibilità, si è gentilmente concesso agli inviati di Firenzeviola.it che lo hanno raggiunto sotto la sua abitazione di Firenze. A loro Behrami ha voluto lasciare un tenero saluto a tutta la Firenze del calcio, la piazza che - a dispetto del poco tempo - gli ha regalato forse l'affetto e le emozioni più forti da quando è calciatore. Queste le parole del mediano svizzero in esclusiva ai nostri microfoni:

Valon, cosa rispondi a tutti i tifosi su Twitter che ti hanno scritto cattiverie?

''Sono molto dispiaciuto perché ho sempre dato tutto per la maglia viola fin da quando sono approdato a Firenze. Chi mi ha apprezzato per il mio attaccamento alla maglia, capirà senza evr bisogno di spiegazioni in che situazione mi possa trovare in questo momento. Ho sempre dimostrato non solo con le parole, ma anche coi fatti di essere legato ai colori viola. Sono sicuro che, chi mi ha voluto bene, per come sono stato a Firenze, me ne vorra' anche in futuro, anche se sarò lontanto da qui''.

Cosa rispondi a chi ti reputa un mercenario?

''Chi mi reputa un mercenario non ha capito come sono fatto io veramente. Vada come vada, l'affetto che ho ricevuto a Firenze non l'ho ricevuto in vita mia da nessuno''.

Vuoi fare un saluto a Firenze?

''Sto andando al campo adesso, sono ancora un giocatore della Fiorentina in fin dei conti; ancora non è stato definito nulla. Però, ripeto, l'affetto che ho ricevuto a Firenze non l'ho mai preso da nessun'altra parte''.

 

 

13 ^ giornata

 
Bologna-Inter
Livorno-Juventus
Milan-Genoa
Napoli-Parma
Roma-Cagliari
Sampdoria-Lazio
Sassuolo-Atalanta
Torino-Catania
Udinese-Fiorentina
Verona-Chievo

Edicola

                              
 
 
 
Realizzato con SitoInternetGratis :: Fai una donazione :: Amministrazione :: Responsabilità e segnalazione violazioni :: Pubblicità :: Privacy