prossimo incontro

sabato
 
24 novembre 2013
ore 20,30
 
Napoli Stadio San Paolo

classifica

 
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Sassuolo 10
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Chievo 6

Serie A 2013-2014

Cavani il mostro

9 novembre 2012
Napoli Club

Cavani, il “mostro” che denuncia tutti i limiti di un Napoli incompleto

cavani inseguito

Cavani-Cavani-Cavani-Cavani. Cavani alla quarta. Cavani all’ennesima potenza. CavAlien, come definito da Riccardo Trevisani, in una bella e fortunata telecronaca Sky. Il poker di stasera di Cavani contro il Dnipro lascia riflettere. Se non è Cavani 4-2 Dnipro poco ci manca. Ma ciò che lascia pensare è altro, certamente non lo straordinario rendimento di questo mostro del calcio moderno, di questo alieno, di un marziano che viene dalla Terra, da Salto, città uruguaiana di oltre 100.00o abitanti. Credo che quasi tutta Napoli o chiunque abbia visto la partita anche fuori dalla città partenopea abbia pensato che Edinson nella squadra messa in campo da Mazzarri stasera c’entrasse poco. Non credo sia giusto far giocare un campione di questo calibro con un Napoli-due, con calciatori ormai sul viale del tramonto quali Aronica, Donadel, Dossena o altri non all’altezza e come lui non lo merita nemmeno un grande Hamsik, che assieme ad Insigne ha cambiato la partita da quando è entrato. La partita di stasera denuncia una campagna acquisti sbagliata, non all’altezza e con poco senso. Si volevano costruire due squadre, ma bisogna dire la verità, i calciatori all’altezza del Napoli sono pochi, oltre ai titolari in panchina ce ne saranno tre o quattro al massimo. E risulta lecito chiedersi i motivi. Lottare per entrambe le competizioni è un dovere del Napoli, basta poco, un acquisto per reparto, ma di spessore e questo è stato fatto tra giugno, luglio ed agosto, ma purtroppo il campo sta evidenziando che molti di questi giocatori non sono all’altezza. E allora tra due mesi c’è il mercato di “riparazione”, che, come dice il termine, serve e riparare gli errori fatti in estate. E questi sono palesi: mancano un’alternativa a Campagnaro, dato che Fernandez e Gamberini sono dei difensori centrali, manca un vice Inler, dato che Donadel non è all’altezza, un vice Behrami poichè Dzemaili è un trequartista ed El Kaddouri nelle mazzarriane gerarchie è ovviamente il vice Hamsik, un esterno sinistro poichè Dossena sta offrendo un rendimento davvero basso e sembra davvero “cotto” e proprio un vice Cavani, dato che Vargas non è nè una prima punta, nè tantomeno un vice Pandev, ma un’ala destra d’attacco con poco spirito e voglia d’adattamento. Basta poco per formare un Napoli da scudetto che sia competitivo anche in Europa, gennaio è vicino e c’è tanto lavoro da svolgere.

Mazzarri chiama Bigon

5 novembre 2012
Napoli Club

Mazzarri chiama Bigon! Ora il tecnico vuole che la società agisca:

ecco cosa si aspetta il tecnico nel mercato di gennaio

Tempo di reagire. Walter Mazzarri si trova a fare i conti con un organico già in affanno dopo appena due mesi e, come rivela la Gazzetta dello sport, si aspetta alcuni correttivi della società sul mercato di gennaio. Ecco un passaggio tratto dal quotidiano: "Perché se Cavani non era al massimo, non stavano meglio Maggio, Dossena, Dzemaili, lo stesso Pandev che Mazzarri ha richiamato in panchina per fare spazio ad Insigne: nemmeno lui, però, è riuscito a dare incisività alle ripartenze. Insomma, il momento impone alcune riflessioni di carattere tecnico, soprattutto a Riccardo Bigon: da lui Mazzarri si aspetta i correttivi dal mercato di gennaio per migliorare quest’organico".

L'opinione di Italo Cucci sul momento degli azzurri

5 novembre 2012
Napoli Club
L'opinione di Italo Cucci sul momento degli azzurri





È troppo presto per dire che il giocattolo si è rotto ma forse è troppo tardi per ammettere gli errori compiuti nelle ultime settimane nella gestione del gruppo azzurro e degli impegni di campionato e di Coppa; sono anzi sicuro che nessuno confesserà le leggerezze esibite in Europa League che hanno provocate sconfitte sciagurate, deleterie per lo spirito di un Napoli che conoscevamo guerriero e incontentabile. La sconfitta di Bergamo è stata forse un incidente di percorso, come qualcuno dice, ma alla luce del penoso pareggio offerto al Torino suggerisce riflessioni più amare: non si è rotta la squadra ma l’incantesimo che faceva grandi i Tre Tenori, ardita la manovra di contropiede e solido l'impegno difensivo. Il Napoli non s’era mai accontentato, ha cominciato a farlo a Torino, quando ha pensato di chiudere senza danni il confronto-verità contro l’inesauribile Juventus e la riprova è venuta dalla scelta aggressiva che ha fatto Stramaccioni avendo sì un’Inter in crescita ma ancora non a livello del gruppo bianconero, eppur talmente sorprendente da far saltare l’impianto allestito da Conte; tutti parlano del coraggioso tridente (irresponsabile secondo qualcuno) esibito da Stramaccioni, pochi hanno considerato la scelta tutta “italiana” di riferirsi a tre punte non dedite solo all'attacco ma anche al contrasto a centrocampo; esemplare il comportamento di Palacio che ha reso difficile la vita a Pirlo ed è andato anche in gol: a Hamsik non è riuscita la stessa impresa, forse aveva avuto altri compiti. Poche ore prima di affrontare il Torino, Mazzarri ha precisato di voler portare a casa solo punti, cinicamente, non meriti estetici, non applausi per lo spettacolo: andato in gol subito con il suo magnifico Matador, il Napoli non solo non è riuscito a chiudere la partita com'era nelle sue obiettive possibilità ma ha cincischiato fino al punto di favorire lo sciagurato svarione di Aronica che non è, non dev'essere l'unico responsabile della dannosa spartizione di punti con il modesto Toro del buon Ventura. Fino a quando stava vincendo, a cinque punti dalla Juve, a due dall'Inter, mi dicevo che si trattava di una situazione ideale: nessun problema aver davanti i nerazzurri, ottima l'opportunità di farseli alleati per mettere in difficoltà la Juventus; con la classifica di oggi c'è da preoccuparsi non solo di chi sta davanti, di un possibile minaccioso dominio delle due tradizionali Nemiche, ma di chi arriva alle spalle, ovvero quella Fiorentina che Vincenzo Montella ha fatto bella e forte e vincente. Montella e Stramaccioni: con l'aria che tira li chiamerei i Rottamatori del Pallone.

Il Toro porta via un punto dal San Paolo

4 novembre 2012
Napoli Club

Napoli-Torino 1-1, le pagelle: Aronica regala il pari al Toro, difesa senza colpe, Dossena disastroso, non basta un super Cavani


 

De Sanctis 6 - Si fa trovare pronto su un colpo di testa di Bianchi, qualche buona uscita poi può fare poco sul gol di Sansone.

Campagnaro 6,5 - Si sgancia spesso accompagnando l'azione, la difesa non ha particolari colpe sul risultato e sulla prova della squadra.

Cannavaro 6,5 - Concede a Bianchi un colpo di testa sporco, per il resto è sempre preciso in anticipo.

Gamberini 6,5 - Sempre preciso, chiude diverse situazioni pericolose e non rischia mai quando imposta l'azione da dietro.

Maggio 6 - Non riesce quasi mai a sfondare, ma il Torino dalle sue parti è sempre attenti nei raddoppi. In difesa lascia pochi spazi.

Dzemaili 6 - Mazzarri lo preferisce ad Inler per contrastare il possesso palla del centrocampo granata. Svolge il suo compito al meglio, ma è da rivedere la gestione di tanti palloni in fase di impostazione o di ripartenza. (dal 32'st Inler 6 - Non ha un grosso impatto alla gara, si limita a far girare palla)

Behrami 6 - Si conferma su buoni livelli, prova a limitare il possesso palla prolungato del Torino. Recupera tanti palloni, non sempre è preciso in fase di suggerimento.

Hamsik 6,5 - Soprattutto nel primo tempo il Torino è molto coperto, lascia pochi spazi, ed è lui a prendersi le responsabilità in fase d'impostazione mettendo in crisi gli avversari. La prestazione è macchiata dal risultato finale

Dossena 4,5 - Sull'out mancino non riesce mai a sfondare, perde tantissimi palloni ed in fase difensiva si fa sorprendere da Cerci che pennella al centro per Bianchi. Non si intende con i difensori ed esce tra i fischi (dal 41'st Aronica 4 - Entra in campo giusto per regalare il gol del pareggio al Torino. Incredibile l'errore sul suggerimento verso De Sanctis)

Pandev 5,5 - Si gira bene favorendo l'inserimento dei centrocampisti, ma non è ancora sui suoi livelli. Per larghi tratti del match si isola dal gioco. (dal 17'st Insigne 6 - Qualche aggancio dei suoi che infiamma il San Paolo, un assist ad Hamsik che poi fallisce il raddoppio)

Cavani 7 - Torna in campo, e si vede. Gli bastano pochi minuti per mettere il suo fiuto a disposizione della squadra: Hamsik mette al centro, Gillet respinge male e, tra tantissimi difensori del Torino, lui arriva puntuale all'appuntamento con il gol. Sulle palle inattive è il difensore migliore del Napoli e propizia tutte le ripartenze.

Mazzarri 6 - L'aveva detto: col Toro è importante il risultato, non la prestazione. I piani del tecnico si stavano per verificare fino al momento in cui un folle retropassaggio di Aronica ha regalato il pari ai granata. La squadra soffre nella ripresa, anche se per la verità su situazioni di mischia, ma l'occasione di Hamsik grida ancora vendetta.

13 ^ giornata

 
Bologna-Inter
Livorno-Juventus
Milan-Genoa
Napoli-Parma
Roma-Cagliari
Sampdoria-Lazio
Sassuolo-Atalanta
Torino-Catania
Udinese-Fiorentina
Verona-Chievo

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