prossimo incontro

sabato
 
24 novembre 2013
ore 20,30
 
Napoli Stadio San Paolo

classifica

 
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Torino 12
Livorno 12
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Sampdoria 9
Catania 9
Chievo 6

Serie A 2013-2014

la difesa

27 marzo 2012
Napoli Club
Lezioni di difesa

 

Mazzarri dovrà sottoporre i difensori azzurri ad una full immersion in vista della sfida con la Juve e i suoi abili saltatori
       
Mal d’aria e problemi d’alta quota. Gira la testa dopo la partita con il Catania. Da Larrivey a Spolli, passando per Drogba, Terry e Lanzafame. E poi Zaccardo e Di Natale. Uomini ed errori. Galleria di gol collezionati dal Napoli in situazioni con palla inattiva – calci d’angolo innanzitutto – o sugli sviluppi di cross dalle fasce. C’è poco da fare: il problema c’è, si vede, ed è il punto sul quale Mazzarri insisterà ancora. Soprattutto verso la Juve.

CINQUE DITA - E allora, l’analisi. E l’allarme lanciato dal tecnico in persona dopo la rete di Zaccardo a Parma e il 6-3 con il Cagliari: Larrivey ne infila tre di testa, in beata solitudine davanti a De Sanctis, alla vigilia della sfida con il Chelsea. Dove prima Drogba e poi Terry spaccano il cuore dell’area azzurra sfruttando la libertà su cross da sinistra e angolo. Brindisi anche per Di Natale a Udine, dopo un altro traversone da sinistra e un palo colpito da Pinzi di testa; Spolli (angolo) e Lanzafame (pasticcio da angolo). Eccezion fatta per la semifinale con il Siena, nelle ultime cinque partite sono piovuti palloni come schiaffoni a cinque dita.

LA TATTICA - Il problema? Ci sono sempre diverse concause, alla base di un gol incassato, soprattutto su contropiede o su azione, ma il più evidente emerge sui calci piazzati: cattiva interpretazione individuale della marcatura a uomo. Sì, quando c’è un calcio d’angolo o una punizione nei pressi dell’area, il Napoli marca a uomo. Ma nell’ultimo periodo è la disattenzione nel controllo dell’uomo stesso (vedi Campagnaro-Spolli) a farla da padrone. La distanza eccessiva del marcatore dal proprio avversario diretto.

I CORRETTIVI - Cali di concentrazione, insomma. E di certo anche un’impostazione singola sbagliata in queste circostanze. Mazzarri, dicevamo, fa cimentare i suoi in autentiche full immersion basate sullo studio, e dunque sulla visione delle fasi salienti, e sulle applicazioni pratiche in campo. Prove di marcatura e posizionamento. Che, da domani alla ripresa, saranno nuovamente il piatto forte. Soprattutto in vista della sfida con la Juve e i suoi abili saltatori: Chiellini, Caceres, Bonucci e Barzagli, oltre agli attaccanti, sono acrobati più che pericolosi.

Napoli-Catania

24 marzo 2012
Napoli Club

 

le formazioni

NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Fernandez, Aronica, Britos; Zuniga, Dzemaili, Inler, Dossena; Hamsik, Lavezzi; Cavani. A disposizione: Rosati, Grava, Campagnaro, Cannavaro, Gargano, Pandev, Vargas. All. Mazzarri


CATANIA (4-3-3): Carrizo; Bellusci, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Gomez, Bergessio, Barrientos. A disposizione: Kosicky, Capuano, Llama, Seymour, Catellani, Ricchiuti, Ebagua. All. Montella

marcia su Roma

22 marzo 2012
Napoli Club

  Marcia su Roma

La marcia su Roma comincia, idealmente, alla mezz’ora d’una serata speciale, onorata da quel fenomeno paranormale che una ne fa e un’altra ne pensa: e il mata-d’or che si lancia con la testa tra le nuvole, e dopo quindici anni trascina con sé in una finale di Coppa Italia una città intera, è l’espressione della felicità più estrema, un famelico predatore d’area di rigore che al sessantesimo guizzo della sua stagione partenopea può gonfiare il petto: «Era quello che volevamo, uno dei nostri obiettivi, e possiamo essere fieri di quello che siamo riusciti a fare. Ma adesso viene l’appuntamento più duro, ci penseremo quando sarà il momento. Siamo orgogliosi di essere stati capaci di regalare a noi stessi e a quei sessantamila tifosi che ci hanno sostenuto una soddisfazione così grande».

GIOVIN SIGNORE - Napoli 2, Siena 0: ma guai sospettare, anche per un solo istante, che sia stata una passeggiata, che il timbro sulla finalissima dell’Olimpico di Roma con la Juventus sia stata raccolta nel corso di una salutare passeggiata. Napoli 2, Siena 0 ma con il cuore in gola, tirando fuori un’anima anche proletaria, sudando tanto dopo aver corso come matti per contenere un’avversaria indomabile e scapigliata, capace d’uscire a testa dal san Paolo e con i complimenti d’un Cavani, galantuomo fino in fondo: «E’ stata dura, molto dura ma adesso è ancora più bello, perché conquistare una finalissima in questo modo ti appaga ancor di più. Però va sottolineata la prestazione del Siena, che ha giocato una grandissima partita sino all’ultimo secondo, che ci ha costretto a sacrifici enormi. Abbiamo scoperto, in tal modo, l’altra faccia del Napoli, quella d’una squadra che non illude mai e che per arrivare dove vuole sa spendere tutte le proprie energie».

SIAMO AFFAMATI - Roma è la (prossima) scadenza già fissata, l’appuntamento con la Storia per aggiungere un altro entusiasmante capitolo: sarà Juventus-Napoli, sarà l’autentica madre di tutte le partite, sarà una nottata da attraversare con l’ardore d’un anno intero, dell’ultimo biennio, in cui quel Cavani che sbatte fuori il Siena con il suo sessantesimo autografo da principe del gol. «Siamo stati bravi davvero, perché serviva resistere ed abbiamo resistito. Ci siamo già garantiti la partecipazione all’Europa League ma noi vogliamo altro: la Juventus arriverà verso fine maggio, avremo due mesi circa per concentrarci su questo match; ora dobbiamo pensare al campionato, perché il terzo posto è un traguardo che ci siamo posti. Speriamo di farcela, sappiamo che non sarà semplice, perché bisognerà raccogliere le forze. Ma siamo duri, siamo tenaci» .


IL BIANCO E IL NERO - Eh già, vinci una, conquisti due: perché sino al 14 maggio, ultima di campionato, a far da mongolfiera sul Vecchio Continente provvederà la garanzia di essere in Europa League, l’ingresso (secondario) tra le grandi e comunque l’alternativa a quel terzo posto che Cavani nasconde sotto al proprio cuscino: «Questa vittoria è un premio per tutti noi e per la nostra gente. Sarà bellissimo potersi giocare la Coppa Italia con la Juventus, in uno stadio che prevedo pieno di nostri tifosi. Ma ora pensiamo al Catania e al terzo posto» . I matador son fatti così, golosi e insaziabili, sessanta gol dopo.

Muamba

20 marzo 2012
Napoli Club

Migliorano le condizioni di Fabrice Muamba: parla con i medici

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News calcio Napoli - 20/mar/2012 10.31

Sono in netto miglioramento le condizioni di Fabrice Muamba che secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa britannica ha addirittura ripreso a parlare. È quanto scrive la Associated Press: il centrocampista del Bolton, vittima di un arresto cardiaco durante la partita di sabato scorso contro il Bolton, si è svegliato dal coma, pronunciando qualche parola con i medici. È stato un amico dello stesso Muamba a riferire la notizia. Durante la giornata erano arrivate comunque informazioni ufficiali postive da parte del London Chest Hospital, dove il centrocampista del Bolton è ricoverato da sabato sera, dopo l’infarto che lo ha stroncato in campo nella partita di Fa Cup contro il Tottenham.
«Piccoli segni di miglioramento» sono stati riscontrati dai medici che lo seguono in terapia intensiva. In un precedente bollettino, l’ospedale aveva parlato di condizioni «stabili ma critiche». Il bollettino diffuso dall’ospedale londinese sulle condizioni di Muamba precisa che «il suo cuore batte senza assistenza medica, e il paziente è in grado di muovere braccia e gambe». Il giocatore del Bolton rimane in prognosi riservata. «Le sue condizioni rimangono critiche e continuerà a esser sottoposto a terapia intensiva».
Il Bolton ha già ottenuto il rinvio della partita di campionato con l’Aston Villa in programma oggi e nelle prossime ore la Football Association potrebbe contattare la società per parlare della Fa Cup. Shauna, la 27enne fidanzata di Muamba, ha invitato tutti a continuare a pregare per il suo Fabrice».

Fonte: Il Mattino

 

13 ^ giornata

 
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