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sabato
 
24 novembre 2013
ore 20,30
 
Napoli Stadio San Paolo

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Serie A 2013-2014

Cavani crede che il Napoli è da terzo posto

6 aprile 2012
Napoli Club

 

Cavani: Napoli, tra un po' saremo tra i più forti

In Cina gira una storia: quando il Napoli è in difficoltà, reagisce sempre con orgoglio e con ottimi risultati, riuscendo a fare regolarmente bingo. Dicono proprio questo da Pechino a Shanghai. Lo raccontano e lo ripetono. E non sorprenda come cosa: sia perchè la Cina è vicina - si dice così, no? - sia perchè l'autore di questo messaggio alla popolazione (di internet) è proprio uno che del Napoli s'intende. Sì, tutto sommato Edinson Cavani qualcosa sa della squadra. Ed è proprio su questo aspetto che il Matador ha insistito al cospetto delle web-telecamere di "Sina.com", il numero uno nel genere in una Cina che, da qualche giorno, è inondata da Cavani, dal Napoli e dalla grande voglia azzurra di tornare in Champions.

TIPO CONFUCIO - E allora, migliori presupposti non potrebbero presentare la sfida con la Lazio. Quella del riscatto e dei dubbi amletici di formazione. Ecco, il punto: tra tanti interrogativi, quesiti e giochetti da settimana enigmistica, la certezza si chiama Edinson Cavani. Gol, tanti, e lavoro fondamentale al servizio dei compagni: corre come un matto e segna come un pazzo. Dall'area avversaria a quella del Napoli, in un clic: attacca e pressa, rincorre e recupera. Il prototipo ideale dell'attaccante di Mazzarri. Che, in Cina, Edy stesso ha sdoganato tipo Confucio: "Il nostro tecnico ha tanti, tanti meriti".

LA CARICA - Sì, Cavani ha cominciato così l'intervista inserita all'interno del reportage in mandarino dedicato al club azzurro. "Ho sempre detto che il nostro allenatore ha fatto un grande lavoro in questa società: e il lavoro, soprattutto quando è fatto bene, paga sempre. Lui ha creato un ambiente e un gruppo che vengono sempre fuori nei momenti difficili, e i risultati si sono già visti quando abbiamo affrontato qualche situazione problematica. Siamo sempre riusciti ad andare avanti. Siamo sempre riusciti a centrare gli obiettivi importanti".

I PERICOLI - Olè, olè: il Matador scuote la sua arena. Non molla, non cede, non risparmia. "Stiamo vivendo un grande anno, sì, ma ora bisogna concludere il percorso e arrivare il prima possibile ai nostri traguardi". Cioè il terzo posto, con conseguente ritorno in Champions. Bisognerà vedere cosa ne pensa la Lazio, che legittimamente nutre le medesime aspirazioni degli azzurri ed anche forte di 3 punti in più in classifica. "In Italia, però, non sono soltanto le grandi squadre a creare insidie e pericoli: bisogna temerle tutte, anche quelle che puntano alla salvezza".

SENZA SOSTA - Il quadro è molto chiaro. Come chiaro è anche un altro aspetto: a partire da domani, il Napoli avrà bisogno dei suoi gol ancora più profondamente. Ne ha segnati già 28 in questa stagione Beh, il popolo gli chiede che faccia presto 30 e anche 31. "Io punto sempre a migliorarmi". Mazzarri lo sa, e non è un caso se nel giro dei ballottaggi di questa settimana, Cavani non sia mai entrato. Neanche di striscio. "Voglio crescere ancora ".

IL MONDO - Insaziabile cannibale d'area di rigore. Atleta formidabile. Attaccante di razza purissima. E poi? Diciamo molto ambizioso. Grandi auspici, per se stesso e per il Napoli: "Penso che l'anno prossimo la squadra possa diventare ancora più forte: il club sta facendo un grande lavoro, e pian piano stiamo arrivando dritto agli occhi di tutto il mondo. Ecco, per noi è importante che gli occhi del mondo restino a guardarci: se continueremo così, arriveremo al livello delle squadre più grandi ".

Fonte: Corriere dello Sport

calcioscommesse

5 aprile 2012
Napoli Club
Masiello coinvolge nel calcioscommesse altri calciatori
 

La serie A rischia di essere travolta dal ciclone Masiello. Ieri è stata una lunga giornata per il difensore dell’Atalanta, ex Bari, arrestato lunedì scorso con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Il terzino destro è stato messo sotto torchio per ben due volte dalla Procura e dai carabinieri: in mattinata è stato sottoposto per oltre tre ore all’interrogatorio di garanzia e ha risposto alle domande del gip Giovanni Abbattista; nel pomeriggio, dopo aver constatato la volontà di collaborare del calciatore, il capo della Procura, Antonio Laudati e il pm Ciro Angelillis, assieme ai carabinieri, l’hanno ascoltato nuovamente, per altre due ore. E non è finita, perché oggi Masiello dovrebbe essere interrogato per la terza volta in 24 ore. Segnale evidente che sta vuotando il sacco e le sue dichiarazioni, per la prima volta ritenute «attendibili», daranno una svolta decisiva all’inchiesta sul calcio scommesse. A tremare è il calcio intero, perché le confessioni del giocatore toccano direttamente il massimo campionato italiano e non solo le sfide del Bari. Nel calderone potrebbero presto finire altri club, dirigenti e giocatori.
Che Masiello avesse deciso di collaborare pm e carabinieri l’hanno intuito subito, quando il terzino ha riconosciuto in una foto la persona che, lo scorso 22 agosto, gli avrebbe consegnato la valigetta piena di soldi per il derby Bari-Lecce del maggio precedente, finito 2 a 0 per i salentini. Grazie a quella vittoria il club giallorosso ottenne la salvezza in serie A, Masiello aveva già ammesso di aver siglato l’autogol del 2 a 0 per chiudere il match e poter riscuotere i circa 220mila euro promessi in caso di vittoria del Lecce. Ieri gli inquirenti gli hanno mostrato alcune foto chiedendogli di indicare l’uomo che, l’agosto 2011 in un albergo di Lecce, gli consegnò la cifra pattuita. Il terzino, pur ammettendo di non ricordare il nome, non avrebbe avuto tentennamenti nell’indicare il soggetto. Non si tratterebbe di un dipendente del Lecce e nemmeno di un tesserato, ma gli inquirenti hanno ancora il sospetto che possa aver agito per conto della società. D’altronde è lo stesso giudice a sostenerlo nell’ordinanza di custodia cautelare: «La compromissione del regolare svolgimento dell’incontro di calcio non ha avuto finalità di scommessa – scrive il gip – ma è stata richiesta al sodalizio monitorato da persone verosimilmente gravitanti nell’orbita della squadra leccese, che avevano interesse alla vittoria del Lecce per motivi di classifica» e perciò «avevano corrisposto una importante somma di denaro».
Ma sotto esame non c’è solo il derby, Masiello avrebbe ammesso di aver tentato di truccare Cesena-Bari per 20 mila euro. Parole che troverebbero conferme dagli accertamenti bancari eseguiti dai carabinieri: qualche giorno dopo i match del Bari, sui conti correnti degli indagati sarebbero stati versati sui 40mila euro in contanti. Per la Procura il provento delle scommesse vinte. Il difensore avrebbe aggiunto altri particolari anche su Palermo-Bari, Bari-Genoa, Bologna-Bari, Udinese-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Chievo, Bari-Roma.

Fonte: Il Mattino

L'Anzhi vuole Lavezzi

5 aprile 2012
Napoli Club
L´Anzhi Makhachkala vuole prendersi Lavezzi

 
La squadra russa, dove gioca Eto´o, pronta a pagare la clausola rescissoria e ad offrire 6,5 milioni a stagione all´argentino
Su Ezequiel Lavezzi, dopo le «sirene» inglesi, si stanno facendo avanti anche i magnati dell’Anzhi Makhachkala, Premier League russa, quelli che ad agosto si sono portati via Samuel Eto’o dall’Inter, garantendogli per tre anni circa 60 milioni d’ingaggio. I russi stanno cercando disperatamente altri giocatori di gran livello, dopo aver puntato inutilmente prima su De Rossi e poi su Sneijder. L’offerta dell’Anzhi: 6,5 milioni netti all’anno per il giocatore per le prossime quattro stagioni e il pagamento della clausola di rescissione fissata nel 2009 da De Laurentiis a 31 milioni di euro. Come si dice telenovela in Argentina? Su Ezequiel Lavezzi, dopo le sirene inglesi, si stanno facendo avanti anche loro, i magnati dell’Anzhi Makhachkala, Premier League russa, quelli che ad agosto si sono portati via Samuel Eto’o dall’Inter, garantendogli per tre anni circa 60 milioni d’ingaggio. I russi stanno cercando disperatamente altri giocatori di gran livello, dopo aver provato inutilmente prima con De Rossi e poi su Sneijder. Guus Hiddink, il tecnico che da poco siede sulla panchina dell’Anzhi, ha indicato al magnate Kerimov il suo obiettivo numero uno per la prossima stagione: si tratta del Pocho, l’argentino che dal 2007 incanta Napoli e il suo pubblico. Radiomercato racconta di un’offerta che l’Anzhi ha formulato: 6,5 milioni netti all’anno per il giocatore per i prossimi quattro anni e il pagamento della clausola di rescissione fissata nel 2009 da De Laurentiis a 31 milioni di euro. Una cifra anti-scippo che quando venne indicata sembrava davvero sproposita al vero valore di mercato del fantasista sudamericano ma che ora non sembra un ostacolo insormontabile per il suo talento esploso anche in Champions.
Il reality dell’argentino riparte, insomma, anche se per molti motivi non è detto che Lavezzi accetti la proposta: a 26 anni non è certo nella fase calante della carriera e per uno come lui l’Anzhi, e il campionato russo, non è esattamente il massimo sotto il profilo tecnico. In ogni caso il fatto che la clausola è lì e che non appare del tutto irragiungibile, Lavezzi è destinato a rimanere sul mercato. E ci rimarrà per sempre.
Lo straricco club dell’Ahnzi Makhachkala, dove gioca anche Roberto Carlos, è l’ultimo in ordine di apparizione a farsi vivo dalla parti del manager Mazzoni. Spiega Peppino Tilli, intermediario nell’affare tra l’Inter ed Eto’o e manager Uefa: «Prima l’Anzhi deve capire se farà la Champions oppure no…Certo la voglia è di fare le cose in grande e Lavezzi è un giocatore che tutti noi consideriamo un top player». Un modo per lasciare aperte tutte le strade. I russi al momento sono settimi in classifica, ma a soli tre punti dal terzo posto che dà il via anche lì al preliminare del torneo più ricco che ci sia.
Ma anche in Russia è una guerra tra magnati, tra quello dello Zenit, quello del Cska e per l’appunto il patron dell’Anzhi. Ed è per questo che Suleiman Kerimov non vuole badare a spese: è uno dei paperoni russi, ha 45 anni e per i suoi 40 anni ha organizzato una maxi-festa chiamando a cantare Shakira e Christina Aguilera. I giocatori che ingaggi inoltre risiedono a Mosca, dove la squadra si allena. Ha grandi ambizioni: la squadra del Daghestan ha possibilità di investimento illimitate, e per il prossimo mercato si parla di una cifra da spendere intorno ai 300 milioni di euro.
Il Pocho, ovvio, è cortegiattisimo: dal Manchester City al Chelsea, dal Psg allo Zenit San Pietroburgo. Ma soltanto i russi dell’Anzhi, al momento, hanno un argomento concreto e un’idea che poggia su una base solida: il denaro.

verso Lazio-Napoli

5 aprile 2012
Napoli Club

 

L’emergenza spinge il Napoli là dove almeno dall’inizio non è mai approdato. Non è certo, non v’è nulla di sicuro perché Mazzarri spranga porte e finestre affinché non scappi nulla dallo spogliatoio, ma a Roma, dopodomani sera, potrebbe andare in campo un Napoli diverso. Diversamente disegnato. Ovvero: difesa a quattro, tre centrocampista, due mezze punte o giù di lì e un attaccante. Questione di numeri e di nomi a disposizione. Necessità, insomma. Perché stavolta più che le convinzioni e le intenzioni dell’allenatore è, sarebbe, soprattutto l’emergenza a dettare gli undici giovanotti da mandare in campo.

SCELTE OBBLIGATE - Contati, infatti, quelli per la trasferta di sabato sera con la . Anzi, meno che contati per una squadra che già di solito ha giusto giusto gli uomini per il campo e la panchina. Il conto è semplice. Due squalificati (Gargano e Zuniga), due infortunati (Maggio e Dossena, entrambi afflitti da affaticamenti muscolari e il primo in forse pure per l’infrasettimanale contro l’Atalanta), un lungodegente (Donadel), Lucarelli che c’è ma non c’è e il conto che scende a quattordici giocatori a disposizione più i portieri, si capisce.
IL MODULO - Di qui l’esigenza, forse, di rivedere per questa partita le certezze tattiche di sempre. Certo, prima di mettere la firma in calce alla formazione, Mazzarri vorrà sicuramente capire come Reja metterà in campo la sua Lazio, ma intanto sta (starebbe) pensando a queste scelte: De Sanctis; poi una difesa con Campagnaro, Cannavaro, Britos e ; Dzemaili, Inler e Hamsik a centrocampo; Pandev e Lavezzi alle spalle di se non sulla stessa linea. Napoli a trazione anteriore, è vero, ma comunque con quattro difensori a garantire copertura. Alternative a questa sorta di 4-3-3? Sì. Il solito 3-4-1-2, pure possibile con Fernandez e Britos ai lati di Cannavaro e con Campagnaro e esterni di un centrocampo con la coppia svizzera, più, davanti, il solito mezzo tridente. Ma in questo caso, in nome di una continuità tattica che ci potrebbe stare se la Lazio giocasse con due punte, il sacrificato potrebbe essere Pandev. Al quale non resterebbe che storcere un’altra volta il muso, convinto com’è – e non a torto – di essere uno degli azzurri più in forma del momento.  Idee, comunque. Disegni che vanno e vengono sul notes dell’allenatore arrivato a quest’appuntamento, snodo fondamentale per questa stagione ma anche per la prossima, con una rosa assai ristretta e, da quello che s’è visto con la Juve, neppure in condizioni atletiche brillanti. Come dire: i guai arrivano spesso in compagnia.
Fonte: Corriere dello Sport
 

13 ^ giornata

 
Bologna-Inter
Livorno-Juventus
Milan-Genoa
Napoli-Parma
Roma-Cagliari
Sampdoria-Lazio
Sassuolo-Atalanta
Torino-Catania
Udinese-Fiorentina
Verona-Chievo

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