prossimo incontro

sabato
 
24 novembre 2013
ore 20,30
 
Napoli Stadio San Paolo

classifica

 
Roma 32
Juventus 31
Napoli 28
Inter 25
Fiorentina 24
Verona 22
Genoa 17
Lazio 16
Atalanta 16
Milan 13
Parma 13
Udinese 13
Cagliari 13
Torino 12
Livorno 12
Bologna 10
Sassuolo 10
Sampdoria 9
Catania 9
Chievo 6

Serie A 2013-2014

Gianello mette nei guai il Napoli

17 aprile 2012
Napoli Club

Gianello mette nei guai il Napoli. Tutti i possibili scenari

 

E' giusto partire subito da un presupposto: le indagini della procura di Napoli sull'inchiesta riguardante il calcioscommesse sono in pieno svolgimento, e sembrano ancora lontane dalla chiusura. In parole povere, di certezze per ora non ce ne sono: bisognerà attendere la fine delle indagini per sapere quali saranno i capi d'accusa che il pm Melillo e il suo efficientissimo pool muoveranno agli indagati.

Abbiamo provato ad ipotizzare gli scenari, riguardanti il Napoli, che potrebbero aprirsi se venisse confermato quanto pubblicato oggi dalla Gazzetta dello Sport. Le dichiarazioni che Matteo Gianello ha reso ai giudici durante l'interrogatorio, sono una vera e propria confessione: “Ricordo che Giusti mi prospettò la possibilità di ricompensare i compagni che avessero aderito alla richiesta (di rendere maggiormente sicuro il risultato della partita a favore della Sampdoria) con somme di denaro. Mi rivolsi a Paolo Cannavaro e a Grava e a nessun altro. Cannavaro e Grava diedero immediatamente e con estrema decisione una risposta negativa”. Tentativo di combine: è questo che i giudici potrebbero imputare all'ex portiere del Napoli. Omissione di denuncia: l'eventuale capo d'accusa per Cannavaro e Grava. Se così fosse,  scatterebbe immediatamente il deferimento alla procura federale per i tre calciatori, e di conseguenza per il Napoli, secondo la famosa e discussa regola della responsabilità oggettiva.

“Bisogna distinguere però – ha detto l'avvocato Chiacchio, esperto di diritto sportivo, a Tuttonapoli – tra l'illecito a vincere e l'illecito a perdere: in questo caso, riferendoci alla partita Sampdoria-Napoli, si tratterebbe della seconda ipotesi, e quindi la pena, per la società azzurra, potrebbe essere mitigata, avendo già subìto un danno o quantomeno un tentativo di danneggiamento nei propri confronti”.
Tanto per fare degli esempi: l'Atalanta è stata penalizzata di sei punti perchè la combine organizzata da Cristiano Doni prevedeva la vittoria della sua squadra. Il Benevento, con protagonista il portiere Paoloni, ha ricevuto solo due punti di penalizzazione perchè il proprio tesserato aveva puntato sulla sconfitta della sua squadra. E' questo un precedente che, se la vicenda dovesse andare avanti, farebbe ben sperare per le sorti del Napoli: “Ma ogni caso ha una sua peculiarità”, dice l'avvocato Chiacchio. Che poi specifica: “Nel caso di omessa denuncia da parte di un proprio tesserato, la società rischia solo un'ammenda. Se invece fosse davvero dimostrata una combine, o un tentativo di combine, la regola della responsabilità oggettiva prevederebbe per la società d'appartenenza del calciatore che ha commesso l'illecito una penalizzazione in classifica”

Ma in quale campionato verrebbero eventualmente applicati i punti di penalizzazione? Ragionando sempre per esempi concreti, se la squadra venisse penalizzata di un punto, e se quel punto fosse decisivo per il raggiungimento di un obiettivo, allora la penalizzazione scatterebbe nel campionato in corso; nel caso in cui la pena non risultasse effettivamente afflittiva, scatterebbe nel campionato successivo.

E' bene precisare, ancora una volta, che al momento si tratta di ipotesi e supposizioni. E che la posizione fondamentale da chiarire è quella di Gianello; le cui dichiarazioni, però, restano nell'ambito di una gravità che non può lasciar dormire sonni tranquilli ai tifosi del Napoli

si gioca sabato e mercoledì

16 aprile 2012
Napoli Club

UFFICIALE. Il Napoli gioca sabato sera contro il Novara e mercoledì 25 alle 15 a Lecce

 
 

I club di Serie A hanno deciso come riarrangiare il calendario dopo il rinvio della 33ª giornata per la morte di Piermario Morosini. Il calendario non slitterà, come sembrava in un primo momento: per il weekend resta in programma la 34ª giornata, mentre il turno rinviato sabato e domenica verrà recuperato il 25 aprile (niente gare in notturna, c’è la semifinale di Champions League).Confermato nel weekend le gare già in programma: si apre con Chievo-Udinese sabato alle 18

POLEMICHE — La decisione arriva dopo una bufera di polemiche che il presidente di Lega Maurizio Beretta non aveva nascosto: “Certamente ieri il livello del dibattito è stato esagerato per alcuni aspetti. Non cambia molto se si sceglierà la soluzione dello slittamento o viceversa. Mi auguro che il confronto di oggi sia sereno e in grado di arrivare a una decisione giusta per tutti. Noi oggi una decisione la prenderemo di sicuro, quello che spero è che vedendoci di persona, si possa affrontare la questione con più tranquillità. Naturalmente cercheremo di trovare una soluzione largamente condivisa”.

l´equilibrio perduto

16 aprile 2012
Napoli Club
Mazzarri alla ricerca dell´equilibrio perduto

 
Il quattro marzo, prima di scender in campo a Parma, il Napoli era reduce da cinque gare «immacolate»...
Guardarsi alle spalle conviene: e dando un’occhiata, rileggendo il Napoli tra le pieghe dell’ultimo mese, magari spingendosi anche al di là di Stamford Bridge e planando sino a Parma, in quel dettaglio che forse nascondeva un indizio, si troverà il luogo in cui intervenire. Serviranno mani, gambe, testa e idee, interventi diretti: perché, rileggendo il calendario, anzi riattraversandolo mentalmente, s’è scoperto, eccome, dove sia il trucco, dove sia l’inganno.

SULLA VIA EMILIA - Tutto comincia a Parma, il 4 marzo, la data simbolo del tracollo difensivo: però, non si può intuire, perché in quell’1-2 l’errore di Campagnaro, che causa in maniera banalissima l’angolo dal quale poi Paletta trae giovamento per la sua «spaccata», sa di episodio. Invece, è la spia azzurra che si è accesa: cinque giorni dopo, nell’anticipo con il Cagliari, finisce in goleada, 6-3, e Larrivey può portarsi persino il pallone a casa, con gli autografi di tutti, avendo trovato una tripletta nell’area «deserta» del san Paolo.

NOTTE BLUES - A Londra, la serata che resta impressa come un marchio sulla pelle, è 4-1 ai supplementari: Drogba di testa, Terry in elevazione, rigore di Lampard susseguente a corner e a Udine, solo lì, non ci sono palloni inattivi ad alimentare l’analisi. Ma basta poco, una settimana, e l’arrivo del Catania riapre il dibattito, rinato in conseguenza dello stacco imperioso di Spolli, un gigante, e dell’irruzione del «normalissimo» Lanzafame, che capitalizza l’ennesimo calcio d’angolo e fa 2-2, dal 2-0 partenopeo. Dov’è l’errore, si chiede Mazzarri: «Eppure marchiamo ad uomo, ad ognuno il suo compito».

LA REGOLA DEL TRE - Ma il problema è di più ampia portata e lo sottolineano la Juventus, la Lazio e l’Atalanta scoperchiando come un ciclone le umane debolezze del Napoli, che subisce nove reti in duecentosettanta minuti, stavolta su giocate, palla in movimento, con le incursioni dei difensori (Bonucci a Torino, Bellini al san Paolo) o dei centrocampisti esecutori di prodezze (Vidal e Mauri da applausi) o dei mediani ai quali viene consegnato lo spazio (Bonaventura e Carmona): «Adesso bisogna lavorare su questi difetti emersi e dunque riassestare gli equilibri della squadra, riconsegnarle certezze».

IL RITORNO ALL’ANTICO - La questione va affrontata a tutto campo e dal pomeriggio, a Castelvolturno, Mazzarri riparte dal Napoli ch’è stato, rielaborando i «vecchi» codici, risistemando gli scompensi della struttura tattica generata dall’emergenza (contemporaneamente fuori Zuniga e Maggio; Gargano squalificato) e trasciando di nuovo Hamsik tra le linee. Stavolta si può, perché ci saranno i cursori che libereranno Dzemaili dagli straordinari sulla fascia e gli interditori sono pronti per tornare al proprio posto, l’assenza di Pandev azzererà qualsiasi tentazione di tridente puro con lo slovacco a metà campo e quindi la copertura alla difesa avverrà attraverso una sistemazione più congeniale alle caratteristiche degli interpreti.

IL PARADOSSO - Il quattro marzo, prima di scender in campo a Parma, il Napoli è reduce da cinque gare «immacolate» (Cesena, Milan, Chievo, Fiorentina e Inter: dunque, valori «misti») ed ha fatto peggio, nella classifica di gol subiti, solo di Juventus, Udinese e dei campioni d’Italia. Quaranta giorni dopo: hanno fatto meglio anche la Lazio, il Chievo, l’Atalanta, il Siena, il Cagliari, il Bologna e la Fiorentina. Strano eppure vero.

Pioggia di milioni per Lavezzi

14 aprile 2012
Napoli Club

ll Mattino - Pioggia di milioni per Lavezzi, oltre all'Anzhi ci sono Zenit e forse il City?

Di fronte a offerte così, anche le montagne del Daghestan possono sembrare un paradiso
 
Fonte: Il Mattino
 

Di fronte a offerte così, anche le montagne del Daghestan possono sembrare un paradiso. L’Anzhi, club di Makhachkala di proprietà dell’oligarca russo Suleyman Kerimov, attende la fine del campionato russo prima di mettere in moto i suoi intermediari per prendere Ezequeil Lavezzi: contratto di cinque anni a 6,5 milioni di euro netti a stagione, due volte e mezzo di quello attuale. Abbastanza da essere tentati, fortemente, di abbandonare il calcio che conta per traslocare in quello di periferia.

Pioggia di milioni russi sul Pocho perché l’Anzhi dovrà fare i conti con la concorrenza – sleale, a colpi di milioni russi – di un altro miliardario, Alexander Dukov, proprietario della Gazprom Neft, la «sorella» del colosso del gas, e dello Zenit San Pietroburgo: Spalletti, come regalo per il secondo titolo consecutivo ha chiesto il Pocho, vecchio pallino fin dai tempi della Roma. «Se vuole andare a giocare nella steppa si accomodi pure», ha sbottato il patron De Laurentiis consapevole che quella clausola di rescissione da 31 milioni – anzi 32 come ha sottolineato il presidente del Napoli – è un’arma a doppio taglio. Lavezzi e il suo clan, non stanno ancora pensando alla nuova vita sulle rive del Mar Baltico oppure tra Mosca e Makhachkala, la capitale del Daghestan.

Alejandro Mazzoni junior, il manager e amico dell’argentino, non ha fretta e non ha neanche voglia di accelerare la trattativa: ovvio che attenda che l’offerta diventi concreta e che, soprattutto, si concluda prima la serie A. Sa che Lavezzi a Napoli sta bene e la sua volontà è di rimanere qui nella città e nella squadra dove è cresciuto. Ma ci sono i soldi e il richiamo russo. Nessuno può ancora dire se il Pocho lascerà il Napoli o se resterà. Di sicuro, però, De Laurentiis non lo inseguirà: quello è il contratto – 2,5 milioni fino al 2015 – e non si discute. Non c’è nessun rinnovo previsto per tentare di mettere al riparo il Pocho (e Yanina, la sua compagna, che pure ha un peso nelle scelte) dalle tentazioni. Anche il Napoli avrebbe il suo bel tornaconto dall’eventuale operazione.

A parte la plusvalenza che verrebbe messa a bilancio (in questo momento il valore di Lavezzi è di 16-17 milioni), il club risparmia i prossimi tre anni di ingaggio, che al lordo fa più di 18 milioni. Però il Napoli, davvero, non ha mai parlato di Lavezzi con chicchessia (a parte un paio di contatti la scorsa estate: poca roba comunque). La pista russa è l’unica che, al momento, porta Lavezzi lontano da Napoli: il Pocho non troverebbe nessuno, né in Inghilterra ma neppure su Marte, in grado di pareggiare o anche solo di avvicinare l’offerta d’ingaggio dell’Anzhi o dello Zenit.

Forse solo il Manchester City, dove Mancini per niente soddisfatto sognerebbe proprio uno come Lavezzi per il rilancio dei Citizens. Il City, poi, potrebbe mettere sulla bilancia uno scambio di attaccanti. E che attaccanti: Balotelli e Tevez. Chiacchiere.

13 ^ giornata

 
Bologna-Inter
Livorno-Juventus
Milan-Genoa
Napoli-Parma
Roma-Cagliari
Sampdoria-Lazio
Sassuolo-Atalanta
Torino-Catania
Udinese-Fiorentina
Verona-Chievo

Edicola

                              
 
 
 
Realizzato con SitoInternetGratis :: Fai una donazione :: Amministrazione :: Responsabilità e segnalazione violazioni :: Pubblicità :: Privacy